Ed eccomi pure io dentro questo blog di professionisti e cosmopoliti. In fin dei conti io sono ancora uno studente (seppure quasi al capolinea) e gran parte della mia giornata scorre tra biblioteche, lavoretto (a progetto), pub e casa. Tutto nel raggio di qualche chilometro quadrato. I miei pensieri più che di città sono di paese.
Sempre più spesso e a maggior ragione in questi mesi in cui voi miei amici siete tutti sparpaglati di qua e di la, percepisco sempre più una strana forma claustrofobico allergica per Saffi, Biblioteca e Latob. Mi sento in un limbo, nè del tutto studente nè del tutto lavoratore, in una città che è stata il mio passato, è il mio presente e non so se sarà il mio futuro. Tutto questo finisce per acuire la strana sensazione di disagio. Ma poi ogni cosa riserva degli aspetti positivi, in fin dei conti un limbo è un'anticamera per qualcosa di migliore e, se sulla terra non è esattamete vero, a maggior ragione non ci si deve fermare alle apparenze scorraggianti. E allora, finisco per scoprire qualcosa di nuovo ogni volta, a fare cose diverse e mi rendi conto che la città in sordina dove abbiamo passato gran parte della nostra vita non è poi così spenta. Fa sentire il suo peso di centoventimila anime, c'è gente e ci sono iniziative. Non ci sarà mai la biennale, ma quel che importa è che ti può permettere di trascorrere una bella serata, spesso ascoltando un interessante concerto dal vivo (magari pubblicizzato su quei giornaletti di eventi che per anni si sfogliano nei tempi morti), o un buon dj di fama. Il week end è diverso, Forlì by night si riposa lasciando il passo al richiamo della movida cesenate o costiera, ma in queste serate autunnali l'ho riscoperta e mi è parsa, malgrado la stagione, un po' fiorita.
Ora vi saluto, amici, e passo dall'economo del comune a chiudere una pratica per un rimborso che mi spetta per attività di promozione della città ;)....a presto
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